ZombiGatt: racconto del terrore per i più piccoli, per i più grandi.
-Mammy dai lo possiamo prendere?-
-Stai scherzando vero?-
-Ma mamma guarda com’è bellino?-
-Bellino?Francesco ma cosa dici?Ma non lo vedi che sono solo le ossa?-
- Le ossa?Ma se è un gattino bellissimo...dai poverino prendiamolo..l’hanno abbandonato perchè è nero-
Francesco avvicina le manine all’asfalto e solleva qualcosa d’invisibile ma dai gesti attenti, fa pensare ad una cosa fragile.
-Cosa stai facendo? Andiamo dai che fai tardi alla festa e sta pure per piovere!-
-Non ci voglio più andare alla festa di Halloween, voglio stare con questo gattino-
-Senti Francesco sei ormai abbastanza grandicello da capire che lo scherzo è bello se dura poco.. non c’è nulla sull’asfalto a parte lo scheletro di questo povero gatto, ora smettila di prendermi in giro-
-Ma mamma non ti sto prendendo in giro-
-Dai forza andiamo, non farmi arrabbiare-
Francesco fa il gesto come di poggiare quella cosa invisibile e fragile che ha raccolto e chiede il cellulare alla mamma per fare una foto al gatto nero che solo lui vede-
La madre non gli dà il cellulare ma fa lei stessa una foto, sorpresa dalla serietà del figlio.
-Ecco! Lo vedi..non c’è nulla, solo ossa-
Francesco prende il cellulare per guardare la foto ma non convinto ne scatta una lui e la fa vedere alla mamma: nella foto che ha scattato lui c’è davvero un gatto nero.
-oi Gesù- la madre incredula e anche abbastanza spaventata, scatta un’altra foto, ma nuovamente appare solo lo scheletro del gatto sull’asfalto.
-Andiamo via, forza!-
-Ma mamma!!!-
La madre, scioccata dal tutto, afferra il figlio per un braccio costringendolo ad allontanarsi. Per tutto il tragitto sino alla casa dove ci sarà la festa, lei sta in assoluto silenzio mentre Francesco non la smette di piagnucolare. E’ mascherato da mostro di Frankenstein perché è stato rapito dai disegni stupendi del libro illustrato : Diario di Victor Frankenstein di Jessica Ravera, che lui stesso ha scelto in libreria. La maschera l’hanno fatta con la cartapesta e il vestito con vecchi abiti logori. Alla festa è l’unico bambino a non avere una maschera sintetica made in China ed è anche l’unico ad essersi divertito con la mamma per tanti pomeriggi per realizzarla insieme. Sua madre è single, Francesco non ha mai conosciuto suo padre e lei cerca di non fargli sentire la mancanza di una figura paterna. Dopotutto perché dovrebbe sentire la mancanza di un qualcuno che non è mai esistito? La loro famiglia è a due, semplicemente. O meglio a tre, vista la recente adozione del randagio e anziano cane che hanno chiamato Victor.
Francesco saluta la madre imbronciato perché alla festa non vuole proprio restare.
-Torno a prenderti alle 10 ok?Fai da bravo e non ingozzarti di dolci-
Si fanno le dieci e la madre puntuale torna a prenderlo, stavolta in auto vista l’ora e il mal tempo.
-Scusate Francesco dov’è-
-Era….era qui fino a poco fa..
Uno dei bambini si avvicina e dice di averlo visto uscire in giardino. La madre capisce subito che deve essersi allontanato per tornare dove c’è lo scheletro di quel gatto.
Arriva nel punto esatto ma non c’è il figlio e non più neppure un osso sull’asfalto. Risale in auto e inizia a girare per le strade limitrofe ma senza trovarlo. In quel momento maledice se stessa per non avergli ancora permesso di avere un suo cellulare, per paura di vederlo incollato e rimbambito davanti allo schermo come tutti i suoi compagni, che in quel momento però le avrebbe permesso di rintracciarlo. Nel frattempo inizia a piovere e le viene in mente che si potrebbe essere rifugiato nella casetta che hanno in un piccolo orto appena fuori il centro abitato. Fa una brusca manovra e va proprio lì. Appena inizia la campagna un fulmine si schianta in un campo lontano e inizia a grandinare.
Quando finalmente arriva all’orto, il cancello senza serratura è già aperto e spera che il figlio sia davvero lì dentro. I fulmini si fanno più fitti e così i tuoni, è davvero la notte tipica di Halloween pensa. Francesco per fortuna è dentro la casetta, fermo sopra il chiarore di una piccola torcia che hanno sempre lì a disposizione.
-Francy mi hai fatto morire di spavento!-
-Scusa mamma, volevo solo andare dal gattino-
-Lo so, lo so e c’era?-
-Si, l’ho preso e ho deciso di portarlo qui perchè tu in casa non lo vuoi-
-Tesoro, io non è che non voglio che prendiamo un gatto ma lì sull’asfalto c’era solo lo scheletro!-
E improvvisamente da sotto una panca esce un gatto nero. La madre lo guarda, guarda il figlio e perplessa continua a non capire. Cade un fulmine luminosissimo e poi subito un tuono violento, e d’improvviso arriva un vento fortissimo. La porta inizia a sbattere e il gatto esce appena fuori dalla casetta, miagolando forte, quasi emettendo un richiamo umano. Dall’orto si iniziano a sentire dei passi, e poi dei rumori come di radici sradicate e miagolii vari. L'ennesimo fulmine illumina a giorno l’orto e sia Francesco sia la madre vedono che è pieno zeppo di gatti malconci, chi senza la coda, chi in parte solo ossa e pelle a brandelli, chi senza occhi, chi con il pelo zuppo di sangue denso e tutti si dirigono nella casetta dove sulla soglia c’è il gatto nero che li chiama.
Madre e figlio terrorizzati scappano velocemente in auto e corrono via a casa. La madre quasi non riesce a guidare in preda al terrore.
Una volta a casa, sotto shock, chiudono tutte le imposte e controllano che in nessuna parte della casa ci siano gatti. Il cane Victor, tranquillo, li osserva curioso.
La madre, che nel frattempo si è un pò calmata, prende il cellulare per avvisare i compagni della festa, d’aver trovato Francesco. Quando sblocca la schermata si rende conto che è ancora aperta nella galleria fotografica,allora scorre tutte e tre le foto, ma vede solo lo scheletro sull’asfalto, anche nella foto scattata dal figlio dove invece era apparso il gatto nero.
Questa constatazione la lascia ulteriormente perplessa ed impaurita ma allo stesso tempo pensa che forse si sono solo suggestionati a vicenda e che il gatto lì nella casetta dell’orto magari era un gatto vero entrato a ripararsi e che tutti quei gatti zombie magari erano solo ombre …
-Tesoro la vuoi una bella cioccolata calda con la panna ed i nostri biscottini di Halloween?-
Francesco, goloso com’è sembra quasi dimenticare lo spavento ed annuisce mettendosi a tavola. Mangia con gusto tutta la panna e quando arriva alla cioccolata, prende un biscottino a forma di teschio e lo immerge. Quei biscottini a forma di zucca, di teschio e di fantasma li hanno preparati insieme la sera prima, sono al cacao, i suoi preferiti.
Mentre guastano la merenda notturna, si sente da sotto il tavolo uno squillante Miao.
La madre guarda Francesco e lo rimprovera severa.
-Ma mamma non sono stato !- e terrorizzato scoppia in lacrime.
Si sente di nuovo un lungo miagolio ed entrambi iniziano a scappare e ad urlare forte , intanto un tuono fa mancare per un attimo la corrente che quando ritorna lascia vedere che da sotto il tavolo, come se ci fosse un fosso senza fine, escono decine e decine di gatti zombie che li assalgono e li mordono. Urlano sempre più forte.
Si svegliano. E’stato solo un brutto incubo. Francesco sta piangendo e la madre, che anche lei ha fatto un brutto sogno, cerca di riprendersi dallo spavento, più che altro dovuto alle urla del figlio.
Dunque nessun gatto zombie, nessuna festa di Halloween. E’ la notte tra il primo ed il due di novembre, è stato solo un brutto sogno per entrambi. Abbraccia il figlio e cerca di tranquillizzarlo, lui è fradicio di sudore ed ha anche fatto la pipì a letto. Lo porta in bagno, lo spoglia dal pigiama zuppo e lo fa entrare in doccia nonostante siano le due del mattino.
-Lavati bene tesoro, mamma cambia le lenzuola-
Gli asciuga i capelli, gli fa indossare il pigiama pulito e Francesco le chiede una tazza di latte caldo e miele. Vanno in cucina e un po’ assonnato, si siede a tavola nel mentre che la madre scalda il latte. Lei le dà anche qualche biscottino del passato Halloween e mentre sono a tavola, sentono passare qualcosa sotto il tavolo, qualcosa che si struscia in mezzo alle loro gambe: Francesco urla e butta in aria la tazza di latte, la madre si alza terrorizzata dal tavolo.
Era solo il loro cane Victor.



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