Allouino il pipistrellino.
Con la fantasia
e con le mani
qualche ritaglio di stoffa
colori quanti ne bastano
si può creare un mondo
che esiste
perché esiste in noi
l'infanzia
sta solo nel volerla ascoltare
ancora
nonostante tutto.
Non importa come vogliamo chiamare una festa
conta la magia che crea
che non è evocare un mito
alla fin fine
è evocare l'infanzia
Con le paure
le visioni
le aspettative
quel fremere per l'attesa
l'evento
che si manifesta
prima di tutto dentro di noi
Non togliamo all'infanzia il diritto di essere semplicemente
infanzia
con il nostro moralismo
ricordato solo quando ci fa comodo
che senza consumismo si deve vivere tutto l'anno.
Non cambiamo la festa
cambiamone il senso
i modi
la fine
E all'infanzia dedichiamo tempo
cuore
mani
amore
Che si fa presto a far morire i sogni
imponendoci adulti
ogni volta che i bambini
hanno semplicemente il diritto
di essere
bambini.
Ascoltiamo i loro i sogni
-che maschera vuoi essere?
vieni la facciamo insieme
-che storia ti piace
vieni che te la rileggo
e ancora lo farò
se lo vorrai
che per la realtà avrai tempo
ora
ora sogna
sogna forte
senza paura
e se avrai paura
ci sarò io
non a scacciare i mostri
ma a renderli
amici
nostri
che il buio non è straniero
che le ossa sono dentro di noi
che le tombe sono piene di ricordi
che i gatti neri sono i più coccoloni
che i fantasmi non sono lenzuoli
che il teschio parla la nostra lingua
e il pipistrello non è topo
non è cane
è semplicemente un altro animale
da rispettare
Sogna
bambino
Sogna
Allouino.
C’era una volta Allouino il pipistrellino.
Il pipistrellino? -Sì, lo so che state storcendo il naso- grande e grosso com’è, ma serviva una rima e dunque…
La sua famiglia è l’unica in tutta l’Isola, arrivata qualche anno fa con una nave da crociera. Allouino è nato qui nell’isola , ma nonostante questo, nessuna scuola lo ha accolto perché è troppo grande rispetto agli altri e nei banchi non ci starebbe. Nessuna squadra di calcio lo vuole perché il suo corpo è più grande della porta. Nessuna famiglia dei suoi coetanei permette ai figli di frequentarlo perché è talmente grande e goffo da terrorizzarli. Allouino perciò sta crescendo solo ed emarginato, ma nonostante questo, ha un innato buon umore e una stratosferica fantasia, tanto che gioca più felicemente dei suoi minuscoli coetanei.
La sua famiglia abita in una cappella diroccata in un vecchio cimitero per umani e Allouino, che si chiama così perché è nato il 31 di ottobre, giorno in cui cade la festa di Halloween, fa amicizia con un fantasma rattoppato, un gatto nero nano talmente nero che si vede il viso solo se apre gli occhi, un teschio sdentato e una zucca parlante che ogni autunno diventa arancione, in inverno si trasforma in una manciata di semi, e poi a maggio rinasce.
Ma nonostante Allouino sia sempre di buon umore e intento a fare nuovi giochi, i suoi amici decidono di organizzargli una festa grandiosa per cercare di farlo accettare dai pipistrelli più piccoli.
Stampano tantissimi inviti anonimi scrivendo:
“ Siete tutti invitati alla festa di compleanno più paurosa di sempre!L’appuntamento è per il 31 di ottobre alle 20 nel vecchio cimitero abbandonato”
E così ogni dolce più buono, ogni tipo di caramella e di cioccolatino, ogni decorazione più macabra si poteva trovare tra le vecchie tombe non appena il buio prese il sopravvento.
Allouino era emozionatissimo ma anche preoccupato perché temeva che appena gli invitati avrebbero visto che il festeggiato era lui, sarebbero volati via terrorizzati ed arrabbiati.
Decise così di lasciare il taglio della torta alla fine della festa e di rimanere nascosto fino a quell’ora. La festa era talmente bella che nessuno si preoccupava di capire dove e soprattutto chi fosse il festeggiato.
Arrivata la mezzanotte, spinto dalla zucca e dal fantasma, Allouino uscì con la torta in mano. Era talmente alta e decorata, tutta nera, viola, e piena di finte ragnatele di zucchero e di ragni in pasta di mandorle, che nessuno poteva vederlo.
Il fantasma accese le candeline e tutti iniziarono a cantare il buon compleanno.
E fu così che, al bagliore delle candeline, videro la sagoma immensa di Allouino e interdetti si allarmarono e alcuni addirittura scapparono via. Allouino non aveva neppure il coraggio di spegnerle e si mise a piangere. La zucca allora, arrabbiata con i pipistrelli invitati e preoccupata per Allouino, si mise accanto a lui e chiamò tutti gli invitati:
-Avete festeggiato per tutta la sera senza chiedervi chi fosse l’invitato e ora l’unica cosa che sapete fare è scappare? E’ un pipistrello come voi, che colpa ne ha, se la sua specie è più grande della vostra?Voi siete forti in gruppo, non vi preoccupate di emarginarlo nonostante abbia i vostri stessi anni e la vostra stessa voglia di giocare . Provate ad immedesimarvi in lui.
Ci fu un lungo momento di silenzio, poi riprese: - Non avete paura dei fantasmi né di me che sono una zucca che parla, ma avete paura di un vostro simile, solo perchè arriva da lontano e ha un corpo più grande del vostro.-
A questo punto si udirono i primi sospiri di pentimento. Una piccola pipistrellina si alzò e fu la prima ad andare da Allouino a dargli gli auguri e a chiedergli scusa. Era talmente piccola da essere più minuta di una sola zampa di Allouino. Per dargli un bacio sulla guancia dovette spiccare il volo.
Fu così che pian piano, anche quelli che erano in principio volati via, si scusavano e dando auguri e regali al festeggiato.
Da quel giorno adattarono la scuola per far seguire le lezioni anche ad Allouino, ingrandirono il campo di calcio per inserirlo nella squadra e i genitori organizzarono merende in giardino per far giocare i figli con lui senza dover scoperchiare la casa.
Il sindaco, contravvenendo alla legge, fece Allouino e la sua famiglia cittadini dell’Isola a tutti gli effetti.
E vissero tutti felici e contenti.








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