Microcosmo.
Difficile rimanere indifferenti davanti a un fiore di cotone che sboccia. Specialmente quando il seme l'hai piantato tu e ne hai visto la prima foglia, e poi il fiore bianco farsi rosa non appena si chiude. E poi sfera come astro.
Questa è la fortuna di guardare i microcosmi con occhi bambini
Anche a quaranta e più anni. Anzi, a essere sincera, è sempre peggio e mi commuovo per minuzie che sino a un anno fa, nonostante l'occhio già allenato, non scorgevo.
Assurdo che proprio quando ho iniziato a vedere male da vicino, ho affinato lo sguardo proprio sulla bellezza più banale e microscopica. Perché non è la poca distanza da terra che fa sì che i bambini siano più attenti, è la curiosità che ingrandisce, ingigantisce, amplifica.
E mi ritrovo a gioire per cose talmente impercettibili da sorprendermene.
Le impronte di un porcospino nella cenere
Le ali un po' opache di un'ape maschio
Il rovescio delle foglie mi fa impazzire. Da quando? Da oggi.
Le nuvolette settembrine che sembrano attaccate nel cielo come la barba di cotone nei lavoretti di scuola poco prima di Natale
Il profumo dei colori a cera dimenticati in un barattolo da almeno trent'anni
E subito provarne uno, celeste. E poi un altro: fucsia.
Gli asciugamani per il mare dei vicini di casa mi ricordano che per me la spiaggia è ancora troppo affollata
Il segreto non è essere piccoli, ma sapersi inchinare a tutto.






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