Ricetta non ricetta Uno - Crostate di fichi e carruba

Tu hai il mare davanti agli occhi, io scrivo di campi. Di che altro potrei se non di un trasformar di spighe e baccelli dolci, di fichi blu e neri che assorbono la notte e le stelle se le rubano loro, altro che semi mastico, mastico astri.

Ti parlo mentre apro il forno, la mia bocca sforna ciò che la vita non può o non vuole, poco importa, conta l'impossibilità, conta il libero arbitrio sfuggito. 

Ti ho sognato, almeno quando non mi appartengo, mi abbandono.

Tutta questa nostalgia, umida come il cielo di stamane che non è pioggia, che non è alba, eccola in uno stampo d'altri tempi, eccola in un orribile centrino orfano di mobile e soprammobile, di bomboniera da spolverare. 

Uso le mani su corpi di frolla, su plasmabili panetti imprimo la forma di quello che non sono. 

La ricetta è a sentimento, pesare non è il mio forte, seguo
alla lettera solo quando si tratta di sfuggirti. 

Un uovo in più lega ciò che la vita separa, l' impasto si può correggere sempre , non il nostro però, che sembra impazzito da quando ancora era solo scritto nel libro del destino. 



Carrube
Semola
Uova
Burro
Polvere di arancia secca
Fichi neri,verdi, rosa
Estate
Inverno






Frammenti




Crostata di fasi lunari

Resistono le forme di un tempo

A cosa serve lo zucchero se abbiamo i fichi?




Sono tutta mia nonna

Sono tutta mia madre 

Sono tutta la figlia che non ho messo al mondo

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